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Cimone
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Ebbe un ruolo chiave nella creazione del grande mwdqimpero marittimo ateniese in seguito al fallimento dell'mwdginvasione persiana della mwdwGrecia da parte di mweaSerse nel mweq480-mweg479 a.C. Cimone divenne un riconosciuto eroe militare e fu elevato al rango di ammiraglio dopo aver combattuto la mwewbattaglia di Salamina.
Una delle sue più grandi imprese fu la distruzione di una flotta persiana e dell'esercito alla mwfqbattaglia del fiume Eurimedonte nel mwfg466 a.C. Nel mwfw462 a.C. condusse una fallita spedizione per supportare gli Spartani durante una mwgarivolta degli Iloti. Come risultato, fu licenziato e mwgqostracizzato da mwggAtene nel mwgw461 a.C.; nonostante ciò, fu richiamato dal suo esilio prima del previsto termine di dieci anni per concludere un trattato di pace quinquennale tra mwhaSparta e Atene nel mwhq451 a.C.. A causa del suo coinvolgimento in leggi a favore di Sparta, fu spesso definito un laconista. Cimone guidò inoltre il partito aristocratico ateniese contro mwhwPericle e si oppose alla rivoluzione democratica di mwiaEfialte, cercando di mantenere il controllo del partito conservatore sulle istituzioni ateniesi.
Contents
• Esilio
• Note
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Biografia
Personalità
Lo storico latino Cornelio Nepote narra dettagli singolari e probabilmente esagerati sulla sua grande generosità. Infatti racconta che, seppur possedesse ville e giardini in molte località, non aveva mai posto un custode permettendo così ai forestieri di mangiare i frutti. Inoltre i suoi servi portavano denaro quando lui camminava per le strade affinché, se qualcuno avesse chiesto elemosina, potesse dargli qualcosa e offriva il suo mantello se notava cittadini malvestiti e raffreddati. Ogni giorno gli venivano preparate cene da numerose portate e perciò cercava nella piazza qualcuno che non fosse stato invitato in modo che potesse condividere con lui il cibo.
Giovinezza
Nacque intorno all'anno mwjw510 nel mwkaChersoneso Tracico, possedimento di suo padre mwkqMilziade, vincitore dei mwkgPersiani nella mwkwbattaglia di Maratona nell'anno mwla490 a.C., e di sua madre Egesipile, figlia di mwlqOloro, re dei mwlgTraci, e parente dello storico mwlwTucidide. Era membro della famiglia dei mwmaFilaidi, dal mwmqdemo di mwmgLaciade (Lakiadai).
Quando Cimone era ancora giovane, suo padre subì una multa di 50 mwnatalenti a causa di un'accusa di mwnqtradimento dallo Stato ateniese. Poiché Milziade non poteva permettersi di pagare questa cifra, fu messo in carcere, dove morì nel mwng489 a.C. Cimone ereditò il debito e dovette anche prendersi cura della sorella mwnwElpinice. Secondo mwoaPlutarco, il ricco mwoqCallia II sfruttò la situazione proponendo di pagare la somma se Elpinice lo avesse sposato, condizione che Cimone accettòcite-ref-plutcimo-cal-2-0[2]cite-ref-nepos-3-0[3]cite-ref-plutthem-mit-4-0[4].
Dopo la morte del padre, Cimone trovò un grande alleato ed anfitrione in mwrwAristide, il quale lo aiutò nell'amministrazione del patrimonio di famiglia utilizzandolo prima per ripagare l'ammenda sanzionata a suo padre e poi per iniziarlo alla carriera politica. Cimone divenne il contrappeso allo strapotere dei democratici di mwsaTemistocle venendo sostenuto dalle famiglie aristocratiche ad mwsqAtene; apprezzato dal popolo per le sue doti militari e mantenendo buoni rapporti con mwsgSparta, riuscì ad mwswostracizzare il suo rivale.
Cimone in seguito sposò Isodice, nipote di mwtqMegacle e membro della famiglia degli mwtgAlcmeonidi. I loro primi figli furono due gemelli, di nome mwtwLacedemonio (che divenne stratego) ed Eleo. Il terzo figlio fu Tessalo (che divenne un politico).
Carriera militare
Durante la mwugBattaglia di Salamina, Cimone si distinse per il suo coraggio, comandando una mwuwtrireme. È menzionato per essere stato un membro di un'ambasceria mandata a Sparta nel 479 a.C.
Tra il mwvq478 a.C. e il mwvg476 a.C., un gran numero di città marittime greche lungo la costa mwvwegea della mwwaTracia non volevano tornare sotto il controllo persiano e offrirono ad mwwqAristide, a mwwgDelo, di allearsi con Atene. In quel luogo formarono la mwwwLega di Delo (anche conosciuta come Confederazione di Delo) e fu stabilito che Cimone sarebbe stato il loro principale comandantecite-ref-thuc-hist-5-0[5]. Come stratego Cimone comandò la maggior parte delle operazioni della Lega fino al mwya463 a.C. Durante questo periodo, lui e Aristide cacciarono gli Spartani sotto mwyqPausania da mwygBisanzio.
Cimone catturò anche mwzaEione sul mwzqfiume Strimone al generale persiano Boge e stabilì nella zona una colonia greca chiamata mwzgAnfipoli con 10.000 coloni. Conquistò anche mwzwSciro e cacciò i pirati che si erano stabiliti lìcite-ref-plutcimo-cal-2-1[2]cite-ref-6[6]. Al suo ritorno, riportò le ossa del mitico mwcaTeseo ad Atene. Per celebrare questo avvenimento furono erette tre mwcqErme intorno ad Atenecite-ref-plutcimo-cal-2-2[2].
Battaglia dell'Eurimedonte
Verso il mweq466 a.C. Cimone portò in mwegAnatolia la guerra contro la mwewPersia e sconfisse decisivamente i Persiani con la mwfaBattaglia dell'Eurimedonte sul fiume Eurimedonte, in mwfqPanfilia. Le forze di terra e di mare di Cimone catturarono l'accampamento persiano e distrussero o catturarono l'intera flotta persiana di 200 triremi con equipaggio mwfgfenicio, sconfiggendo prima 120 navi alla foce del fiume e poi una seconda squadra di 80. Alcuni nuovi alleati di Atene entrarono poi nella Lega di Delo, come la città commerciale di Faseli al confine tra mwgaLicia e Panfilia.
È opinione diffusa tra alcuni storici che, mentre si trovava in Anatolia, Cimone abbia negoziato una pace tra la Lega e i Persiani dopo la vittoria alla Battaglia dell'Eurimedonte. Questo potrebbe aiutare a spiegare perché la mwggpace di Callia, negoziata dal cognato nel mwgw450 a.C., sia talvolta chiamata "pace di Cimone", in quanto le trattative di Callia potrebbero aver portato a un rinnovo del precedente trattato di Cimone. Servì valorosamente Atene durante le guerre persiane e, secondo quanto riporta Plutarco:
«In tutte le qualità che la guerra richiede era pienamente uguale a
Temistocle
e al proprio stesso padre Milziade»
Debellato il pericolo persiano nel mwjwMar Egeo, Cimone costrinse alla sottomissione le città della mwkaCaria e della mwkqLidia. In seguito all'allontanamento di mwkgTemistocle ed alla morte di Aristide, Cimone, che considerava molto positivamente i costumi degli Spartani, diventò il cittadino più potente, rappresentante delle posizioni più aristocratiche e conservatrici.
Chersoneso Tracico
Dopo i suoi successi in Anatolia, Cimone rivolse la propria attenzione alla colonia tracica del mwlqChersoneso. Lì sopraffece le tribù locali e terminò la rivolta dei Tasiani tra il mwlg465 a.C. e il mwlw463 a.C. mwmaTaso si era ribellata alla Lega di Delo a causa di una rivalità commerciale con l'entroterra tracico e, in particolare, per il possesso di una mwmqminiera d'oro. Atene, sotto il comando di Cimone, condusse l'assedio a Taso dopo che la flotta ateniese ebbe sconfitto quella di Taso. Queste azioni gli guadagnarono l'inimicizia di mwmgStesimbroto di Taso (una fonte usata da mwmwPlutarco nei suoi scritti riguardo a questo periodo della storia greca).
Processo per corruzione
Nonostante questi successi, Cimone fu perseguito da Pericle per aver accettato, secondo quanto si diceva, una mwngtangente da mwnwAlessandro I di Macedonia. Durante il processo, Cimone disse:
«Non sono mai stato ambasciatore di Atene presso alcun regno ricco. Al contrario, ero orgoglioso, ispirandomi agli Spartani, di quella cultura frugale che ho sempre imitato. Ciò prova che io non desidero ricchezza personale. Semmai, amo arricchire la nostra nazione, con il bottino delle nostre vittorie.»
Come risultato, Elpinice convinse Pericle a non essere troppo duro nelle sue critiche del fratello di lei. Cimone fu infine assoltocite-ref-plutcimo-cal-2-4[2].
Rivolta degli Iloti a Sparta
Cimone era il mwqqprosseno di Sparta ad Atene e sosteneva con forza una politica di cooperazione tra i due stati. Era conosciuto per essere tanto legato a Sparta da aver chiamato uno dei suoi figli Lacedemoniocite-ref-7[7]cite-ref-8[8]. Nel mwsg462 a.C., Cimone chiese il supporto dei cittadini ateniesi per fornire aiuto a Sparta. Nonostante Efialte sostenesse che Sparta era la rivale di Atene per il potere e doveva essere lasciata a difendersi da sola, il punto di vista di Cimone prevalse. Cimone condusse 4000 mwswopliti sul mwtaMonte Itome per aiutare l'aristocrazia spartana a fronteggiare un'enorme rivolta da parte dei suoi mwtqIloti. Ciononostante, la spedizione finì in un'umiliazione per Cimone e per Atene. Quando il suo tentativo di prendere d'assalto il Monte Itome dove si erano rifugiati i mwtgMesseni ribelli fallì, gli Spartani cacciarono Cimone e il suo esercito sospettandolo di "tendenze rivoluzionarie" e temendo che tramasse con i rivoltosi.
Esilio
L'umiliante rifiuto portò al crollo della popolarità di Cimone ad Atene.
Efialte, con l'appoggio di Pericle, approfittò del momento di difficoltà per attuare il proprio programma in favore del popolo riducendo la competenza dell'elitario mwwgAreopago (composto anche da ex-mwwwarconti e quindi roccaforte dell'aristocrazia) e trasferendo alcuni poteri alla mwxaBulè e al tribunale degli Eliasti. Alcune delle riforme di Cimone, tra cui la legge pro-Sparta e i tentativi di pace con la Persia, furono stravolte.
A causa della sua opposizione all'assemblea popolare, nel mwxg461 a.C. Cimone venne bandito con l'mwxwostracismo per dieci annicite-ref-9[9]. Molti ostraka che portano il suo nome sono conservati; uno di essi porta una malevola iscrizione che riporta il nome anche di Elpinice, la sua malevola sorella:
«Cimone, figlio di Milziade, ed anche Elpinice»
Ritorno ad Atene
Venne richiamato in patria da mw0gPericle, nel mw0w451 a.C.. Nonostante non potesse tornare al livello di potere di cui un tempo godeva, riuscì a stipulare una tregua di cinque anni con Spartacite-ref-10[10]. L'anno seguente Cimone si mise al comando di una flotta di 200 navi, per riconquistare l'isola di mw2aCipro, caduta nelle mani dei Persiani. Da lì, inviò sessanta navi in mw2qEgitto per aiutare gli Egiziani sotto mw2gAmirteo, nel mw2wDelta del Nilo. Usò le rimanenti navi per aiutare la ribellione delle città-stato cipriote.
Ricostruzione di Atene
Grazie alle sue molte vittorie militari e al denaro ottenuto per mezzo della Lega di Delo Cimone finanziò numerosi progetti di edifici in tutta Atene. Questi progetti erano necessari per ricostruire Atene dopo la sua distruzione da parte dei Persiani. Ordinò:
• l'espansione dell'mw4aAcropoli di Atene, fortificando ed espandendo le mura intorno alla città;
• la costruzione di strade pubbliche;
• la realizzazione di giardini pubblici;
• la costruzione di numerosi edifici pubblicicite-ref-11[11].
Cipro e morte di Cimone
Cimone cinse d'assedio la città di mw8qCizio ma, colpito anch'egli dal diffondersi di un'epidemia tra gli assedianti, si ammalò e morì.cite-ref-12[12] La flotta, indotta a rientrare dalla sua morte, s'imbatté nel blocco navale messo in atto dalla flotta persiana, composta da navi mw9gfenicie. I Greci, pur privi della sua guida, ingaggiarono il vittorioso scontro navale noto come mw9wbattaglia di Salamina in Cipro. La sua morte sancì la fine della politica ellenica prettamente antipersiana, mentre l'ascesa del partito democratico ad Atene e la figura di Pericle fomentarono lo scontro con la rivale greca, mw-aSparta, che frenava l'espansionismo talassocratico ateniese e che ebbe come conseguenza la mw-qguerra del Peloponneso.
Note
cite-note-11. mwaqamwaqemwaqiCimone, su mwaqmdigilander.libero.it.
cite-note-plutcimo-cal-22. ↑ mwaq8mwaraPlutarco, mwaremwariVita di Cimone, in mwarmmwarqVite parallele.
cite-note-nepos-33. ↑ mwargmwarkCornelio Nepote, mwaromwarsLe vite degli eccellenti comandanti.
cite-note-plutthem-mit-44. ↑ mwar8mwasaPlutarco, mwasemwasiVita di Temistocle, in mwasmmwasqVite parallele.
cite-note-66. ↑ mwateErodoto, mwatimwatmStorie.
cite-note-1111. ↑ mwav8R.E. Wycherley, mwawaRebuilding in Athens and Attica, in mwaweCambridge Histories, vol.mwawi 5, 1992, pp.mwawm 206-222.
Bibliografia
Fonti primarie
• citerefplutarcoPlutarco, Vite Parallele: Cimone.
Fonti secondarie
• mwaxyAndrea Frediani, Le Grandi Battaglie dell'Antica Grecia, Newton & Compton, ISBN 978-88-541-2790-6.
• Giuseppina Lombardo: mwaxgCimone. Ricostruzione della biografia e discussioni storiografiche, Roma 1934.
• mwaxoElena Pastorio, Storia Greca, lineamenti essenziali, Parma, Monduzzi editore, 2006, ISBN 978-88-323-6028-8.
• Elke Stein-Hölkeskamp: Kimon und die athenische Demokratie, mwaxwHermes 127 (1999), pp.mwax0 145–164.
• Michael Steinbrecher: mwax8Der delisch-attische Seebund und die athenisch-spartanischen Beziehungen in der kimonischen Ära (ca. 478/7-462/1), Stuttgart 1985.
• Manuel Tröster: Cimone come benefattore panellenico e campione di concordia. Una proiezione di Plutarco?, mwayeRivista storica dell'antichità 44 (2014), pp.mwayi 9–28.
• Matteo Zaccarini: The lame hegemony. Cimon of Athens and the failure of Panhellenism, ca. 478-450 BC, Bononia University Press, 2017
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Cimone
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itCimóne, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGaetano De Sanctis., CIMONE, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.
• citerefdizionario-di-storiaCimone, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itCimóne (uomo politico e generale ateniese), su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Theodore John Cadoux, Cimon, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.